
Postiamo oggi due poesie di Marta Monelli, elegante e fiabesca illustratrice di casa qui a Berlino che – come ci ha raccontato in un pomeriggio al parco, tra una birra e una canzone – ha cominciato a scrivere versi proprio dopo il nostro ultimo reading.
La cosa riempie di orgoglio la redazione e tutti i poeti che parteciparono. Se il verso è anche energia, questa si trasmette, ed è come un semino.
Pubblichiamo così la sua prima poesia su EXIT, non per motivi affettivi… ma perché, al di là di tutto, ci è davvero piaciuta. Ne pubblichiamo anche una seconda.
Una poesia fresca, ironica: due testi diversi che esplorano percezione e desiderio. La presenza che torna tra le pieghe del silenzio e l’ossessione che diventa un vuoto impossibile da colmare.
E come sempre: un commento è sempre gradito.
ODE MATTUTINA
Nel buio
Mi agito irrequieto
accarezzo il vuoto
In questo deserto bianco
Tutto urla di te
Increspato
Nel silenzio, sfiorando
ti ho ritrovato
Piede
FREAKONTROLL (quanto hai chiesto)
Un buco
Mi avvolgi
cingi le mie anche
il mio collo
Un buco
Mi stringi
soffocante, sensualmente
trattengo il mio respiro
Un buco
Ti sussurro
in un sibilo, alito rubato
narcotico singulto
Nulla
Nebbia
Nera
Cintura
Nessuno
Necrotica ossessione
Non c’è nessuno, ti ripeto.
L’immagine è di Marta Monelli.
Per scoprire il suo lavoro: www.martamonelli.com


