Il poeta nel flusso – poesia contemporanea, memoria e linguaggio

Quattro poeti italiani a Berlino esplorano il flusso contemporaneo attraverso poesia, memoria, traduzione, linguaggio e immaginazione.

Il poeta nel Flusso

campo di forze per quattro voci

Il poeta nel flusso

Questo testo nasce da una conversazione.

Nel giugno 2026 quattro poeti italiani residenti a Berlino si sono riuniti attorno a una parola: flusso, nel corso di un incontro promosso dalla rivista EXIT.

La parola non è stata assunta come tema da sviluppare secondo una tesi comune, ma come un campo di relazioni aperto a interpretazioni differenti; un attrattore attorno al quale organizzare scrittura, immagini, citazioni, poesie e riflessioni.

Successivamente questi materiali sono stati sottoposti a un lavoro di montaggio. I frammenti sono stati accostati, separati e rimessi in relazione, non per produrre una sintesi definitiva né un collage in senso strettamente dadaista (che pure sarebbe stato interessante), ma per lasciare emergere consonanze, divergenze, tensioni e attraversamenti.

Il risultato non è un saggio collettivo né un’antologia. È il documento provvisorio di una zona di ricerca e incontro comune: un tentativo di orientarsi nel flusso contemporaneo attraverso la lingua, la memoria, la traduzione, l’ironia, il dialogo e la relazione.

Ogni testo è una forma temporanea data a qualcosa che continua a scorrere.

Silvio Talamo, Paola Ferruta, Paolo Di Pasquale, Leonardo Lopez
Il collage è di Vita lo Russo.

I. LA DISPERSIONE

Viviamo in
un universo in
cui c’è sempre più
informazione
sempre meno
significato.
Frammenti televisivi.
Immagini.
Dati.
Notifiche.
Voci.
Social media.
Crisi economiche reali o percepite.
Guerre che scorrono accanto alla
pubblicità.
Nicht lineare Erfahrung.
Everything overlaps.
Tutto si accavalla.
Quante risate
sistematiche
nell’etere.
Risate forzate
pagate
e controllate.
Wo eine Kette von Begebenheiten erscheint
sieht er
eine einzige Katastrophe.
Der große Weltriss
geht durch das Herz des Poeten.
Abbiamo trasformato il flusso
da relazione
a SATURAZIONE.
La tempesta
lo spinge
irresi
stibilmente nel futuro.
Das, was wir den Fortschritt nennen,
ist dieser Sturm.
Parole e dettami
propensi al consumo.
Finta informazione.
Dose di terrore quotidiana.
Il poeta pesca
dal flusso informe
dell’esperienza,
del pensiero,
dell’inconscio.
Deriva.
Drift.
Corrente.
Il flusso mentale
è continuo.
La lingua è
discreta.
Tentare di dare
una forma solida
all’acqua corrente.
Il poeta pesca
dal flusso informe

II. LE TRACCE

Il poeta non crea dal nulla.
Pesca dal flusso informe
dell’esperienza,
del pensiero,
dell’inconscio.
Le foreste di querce
dormono ancora
nella ghianda.
Il poeta dialoga
con le generazioni
che non sono ancora nate.
Der Historiker ist ein rückwärts gekehrter Prophet.
Lo storico
è un profeta
che guarda al passato.
Vorrebbe fermarsi.
Vorrebbe risvegliare i morti.
Vorrebbe ricomporre
ciò che è stato distrutto.
Tidslomme.
Zeittäschchen.
Tasca del tempo.
Un momento
in cui il tempo
SEMBRA
fermarsi.
Qualcosa riaffiora.
Qualcosa viene conservato.
Il tempo
lineare
perde
la
sua
dominanza.
Studiare se stessi
significa dimenticare se stessi.
Dimenticare se stessi
significa essere illuminati
da tutte le cose.
Le montagne sono
tempo.
Gli
oceani
sono
tempo.
Il grande Weltriss
attraversa
il cuore del poeta.
Se vuoi lamentare
quella lacerazione,
compiangi piuttosto
che il mondo stesso
sia spaccato in due.
L’uomo
non
vive
in un universo
puramente
fisico
ma in un universo simbolico.
Il simbolico
non è evasione.

III. I GESTI

Il poeta non crea dal nulla.
Pesca dal flusso informe
dell’esperienza,
del pensiero,
dell’inconscio.
Le foreste di querce
dormono ancora
nella ghianda.
Il poeta dialoga
con le generazioni
che non sono ancora nate.
Der Historiker ist ein rückwärts gekehrter Prophet.
Lo storico
è un profeta
che guarda al passato.
Vorrebbe fermarsi.
Vorrebbe risvegliare i morti.
Vorrebbe ricomporre
ciò che è stato distrutto.
Tidslomme.
Zeittäschchen.
Tasca del tempo.
Un momento
in cui il tempo
SEMBRA
fermarsi.
Qualcosa riaffiora.
Qualcosa viene conservato.
Il tempo
lineare
perde
la
sua
dominanza.
Studiare se stessi
significa dimenticare se stessi.
Dimenticare se stessi
significa essere illuminati
da tutte le cose.
Le montagne sono
tempo.
Gli
oceani
sono
tempo.
Il grande Weltriss
attraversa
il cuore del poeta.
Se vuoi lamentare
quella lacerazione,
compiangi piuttosto
che il mondo stesso
sia spaccato in due.
L’uomo
non
vive
in un universo
puramente
fisico
ma in un universo simbolico.
Il simbolico
non è evasione.

IV: LE RICONNESSIONI

Il poeta dialoga
con le generazioni
che non sono ancora nate.
Vorrebbe risvegliare
i morti.
La poesia
è il primo traghetto.
Tradurre.
Tradurre dall’antelingua
alla lingua storica.
Il traduttore
non è un costruttore
di ponti fissi.
Il traduttore
è un traghettatore.
Deve staccarsi
dalla riva.
Immettersi
nel flusso mutevole
del senso.
Approdare
sulla riva opposta.
Le due rive
si muovono continuamente.
Studiare se stessi
significa dimenticare se stessi.
Dimenticare se stessi
significa essere illuminati
da tutte le cose.
Il poeta pesca
dal flusso informe
dell’esperienza.
Nomina.
Ascolta.
Ricorda.
Attraversa.
Corri.
Corri.
Corri.
Giunti alla meta,
tu godi della vista,
mentre a me
la testa
già pesa.
L’appetito
s’insinua.
Gli occhi iniziano
la ricerca
di un’insegna,
un ristoro,
un tavolo,
qualche sedia.
In cerca
di un po’ di spasso.
Per contrastare,
per pestare
la noia
a mani nude.
Si decreti quindi
lo Stato di
Pigrizia Universale.
Fra le rovine
continua
il dialogo.

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